041 piazza zubani


Concorso d’idee per la riqualificazione di Piazza Zubani

location Castro, Bg, Italia
date
 2010
client amministrazione comunale
size 1000 m2
render dep studio

 

Text and images|Drawings|Links

 

Text and images

 

Il progetto nasce dall’esigenza di valorizzare e riqualificare un’area ai margini del centro storico di Castro. L’intenzione è di realizzare uno spazio che abbia i connotati di piazza intesa come luogo di aggregazione e socializzazione, tenendo conto al contempo della necessità di disporre di uno spazio di sosta per le autovetture.

L’area di progetto possiede una forma geometrica regolare, interclusa nel centro edificato. Il suo perimetro è definito a est dalla presenza incombente di un edificio di ringhiera che affaccia direttamente sulla piazza; a ovest dagli edifici del centro storico, tra i quali spiccano il campanile e l’abside della ex chiesa parrocchiale di San Giacomo; a nord e a sud da due siepi di Aucuba che delimitano i giardini e gli orti degli edifici del centro storico. È da evidenziare che quest’area non è percepibile dall’esterno, infatti, la cortina che disegna la geometria regolare della piazza ne nasconde al contempo la presenza. L’ampiezza inaspettata di questo spazio libero coglie di sorpresa il visitatore che vi giunge attraverso le strette vie irregolari del centro storico o dal lago tramite il passaggio che si immette nell’angolo a sud ovest della piazza. Quest’area si configura come una sorta di Hortus conclusus dall’interno della quale però si riesce a intuire la presenza del centro storico e del lago nonostante gli edifici che fanno da cornice; guardando verso sud si vede, infatti, tutta la porzione di cielo che sovrasta lo specchio lacustre, le falesie calcaree e il massiccio Trentapassi che svettano al di sopra degli edifici.

Il progetto si pone l’obiettivo di restituire un‘area adatta allo svolgimento di manifestazioni pubbliche e un luogo d’incontro per la cittadinanza, creando una zona dedicata al solo uso pedonale, protetta e distinta da quella destinata al parcheggio delle auto.

Le scelte progettuali che hanno guidato il ridisegno della piazza assecondano le direttrici geometriche già insite nel luogo così come la collocazione degli elementi architettonici progettati scaturisce dall’analisi del contesto con l’obiettivo di valorizzare gli elementi di pregio esistenti e di risolvere i punti di criticità rilevati. L’analisi dell’attuale configurazione ha rilevato alcuni elementi inadeguati, primo fra tutti l’accesso alla piazza da via Zubani. Questo passaggio non presenta alcun elemento di separazione tra zona pedonale e carrabile. Dallo stesso varco le auto accedono anche al corsello delle autorimesse interrate che si trovano sotto la piazza. Attualmente tutta l’area è destinata a parcheggio tranne la parte delimitata con dissuasori in cemento antistante l’edificio a ringhiera. Un altro elemento di criticità da rilevare è la presenza incombente dell’edificio a ringhiera che si affaccia direttamente sulla piazza. Il fabbricato si sviluppa per 4 piani fuori terra e presenta caratteristiche architettoniche compromesse da interventi di ristrutturazione disorganici che si sono succeduti nel tempo. Il fronte ovest è caratterizzato dai ballatoi che si affacciano direttamente sulla piazza senza aver alcuna barriera di protezione visiva o uditiva compromettendo la privacy degli alloggi.

Il nuovo intervento risolve l’accesso pedonale realizzando un percorso che, attraverso una passerella in leggera pendenza, oltrepassa l’accesso delle autorimesse e conduce direttamente alla zona pedonale della piazza, in prossimità dell’ingresso dell’edificio. Tra la nuova piazza e l’edificio si trova una zona filtro che, mediante quinte vegetali, restituisce la privacy sia agli abitanti sia agli utenti della piazza. Su questi graticci in rete metallica a forma di parallelepipedo di altezze differenti si avviluppano essenze vegetali a portamento rampicante mischiate in modo da garantire una fioritura diversificata nelle varie stagioni. La disposizione delle quinte crea un gioco di piani verticali che disegnano percorsi a labirinto e determinano scorci sempre differenti verso lo spazio aperto della piazza. Sullo stesso lato, una copertura a sbalzo sostenuta dai graticci metallici accoglie e protegge i fruitori quando il clima è particolarmente avverso, e potrà quindi divenire un luogo di ritrovo preferenziale dove incontrarsi e sostare seduti sulle panche costituite da blocchi monolitici di pietra disposti a intervallo regolare. L’introduzione del pergolato richiama quella particolare atmosfera che si creava alla sera quando le famiglie sostavano a gustare il fresco e a favoleggiare con i bambini all’ombra di una vite rampicante.

Il principio ordinatore dell’intervento è suggerito dalla geometria e dalle dimensioni dello spazio a disposizione. Il ridisegno della piazza è modulato da due quadrati con lato di 15 m che definiscono i due differenti ambiti, pedonale e carrabile.

L’area destinata alla sosta delle autovetture è delimitata da una serie di paletti dissuasori e da lamiere in ferro verniciato poste verticalmente a scandire lo spazio dei singoli posti auto. Lo spazio destinato ai pedoni occupa la zona a sud della piazza. In tutta l’area, il pedone ha la percezione di sentirsi al sicuro di potersi muovere liberamente in uno spazio proprio. Inoltre in occasione di eventi particolari la piazza potrà essere chiusa all’accesso delle auto; la continuità di pavimentazione e di quota ne consente un utilizzo esteso a tutta l’area dando l’opportunità di disporre mercatini, palchi o sedute.

La zona a sud, destinata ai pedoni, rappresenta il fulcro dell’intervento. Il quadrato si presenta articolato in sottomultipli definiti da precisi rapporti geometrici. Al centro lo spazio si presenta volutamente sgombero per garantire la massima flessibilità d’uso e per lasciare la vista aperta verso l’orizzonte, aldilà dei limiti della cortina muraria che circonda la piazza. Verso sud, invece, un elemento orizzontale definisce con forza un limite ben preciso. Una lunga vasca d’acqua realizzata con lamiere di ferro verniciato fa da fondale alla nuova piazza rievocando con la sua forma e il suo contenuto la presenza dei lavatoi che in passato sorgevano in questo luogo. La vasca è allineata con il percorso pedonale presente sul fondo della piazza in modo tale da dare un segno evidente del nuovo intervento a chi giunge dal centro storico. All’estremità della vasca d’acqua è presente una fontanella con acqua potabile realizzata con un blocco squadrato di ceppo di Grè. Sulla sua superficie un’epigrafe commemorativa riporta la scritta 27 aprile 1945 che ricorda la data di morte di Andrea Zubani, al quale è dedicata la piazza.

A lato della vasca uno specchio d’acqua riempie il bacino ottenuto mediante una leggera e graduale depressione nella pavimentazione della piazza. Questo specchio d’acqua rappresenta il cuore fisico e concettuale dell’intero progetto.

A tutti gli abitanti del lago è noto il fenomeno creato dall’”Ura” (da latino aura = brezza, venticello) il vento che caratterizza il tardo pomeriggio a Castro e soffia dalla pianura verso la montagna agitando le acque del lago. L’intenzione è di reinterpretare questo fenomeno naturale nello spazio artificiale della piazza riproponendo il legame ciclico che unisce il trascorrere del tempo con l’acqua. L’idea nasce dalla volontà di generare movimento nell’architettura, che è per sua natura statica, introducendo l’acqua, un elemento mutevole, per ottenere uno spazio sempre diverso durante lo scorrere del tempo. L’acqua svuota e riempie gradualmente la depressione del pavimento, quando raggiunge il livello di piena la sua superficie è alla medesima quota del resto della piazza. La massima estensione dello specchio d’acqua occupa un’area rettangolare di 12,5 x 10 m con una altezza di 30 cm che va a lambire le panche in pietra.

Il sistema è gestito da una centralina, programmata in modo tale da avere dei giorni prestabiliti durante l’anno in cui la vasca raggiunge il riempimento completo, l’intervallo tra una piena e l’altra è scandito dalle festività scelte e quindi non è regolare, questo determina che lo svuotamento e il riempimento della vasca avvenga in maniera sempre differente, talvolta lento e talvolta rapido. Così il 10 agosto, nel giorno della festa del patrono il bacino si riempirà e l’acqua vibrante nella notte di San Lorenzo catturerà il riflesso delle stelle cadenti.

La pavimentazione di tutta l’area centrale è realizzata con lastre regolari di ceppo di Grè posate con fughe allineate. La zona filtro adiacente all’edificio a est e la fascia a sud della piazza, invece, sono caratterizzate da una pavimentazione più informale, in ghiaietto lavato. Nel tratto di accesso destinato alle auto la pavimentazione è in asfalto. Nello spazio esterno alla geometria dei quadrati, adiacente al muro che separa la piazza dalla chiesa, è prevista la realizzazione di una zona a verde coltivata a prato dove campeggiano tre pioppi cipressini (populus nigra). Una quinta vegetale segue il perimetro celando parzialmente la presenza del muro di confine.

L’illuminazione notturna, è diversificata in tre livelli: quella diffusa nell’area destinata a parcheggio è garantita da un corpo illuminante su palo posizionato in corrispondenza dell’angolo sud ovest. Nella zona filtro l’illuminazione è realizzata attraverso la disposizione di piccoli spot a led distribuiti in modo irregolare tra la vegetazione che avviluppa i graticci e tramite corpi lineari posizionati sotto le panche. Infine su tutta la superficie della piazza pavimentata compreso il bacino d’acqua sono previsti punti luce a pavimento disposti seguendo un disordine ragionato. Questi punti luce sono collegati a rilevatori di presenza in modo da accendersi al passaggio delle persone. Questo accorgimento consente di creare zone di luce suggestive che aumentano e diminuiscono di intensità in funzione della maggiore o minore presenza di persone.

 

Drawings

 

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