|
Il nuovo intervento risolve l’accesso pedonale realizzando un percorso che conduce
direttamente alla zona pedonale della piazza. Tra la nuova piazza e l’edificio si trova una zona filtro che, mediante quinte
vegetali, restituisce la privacy sia agli abitanti sia agli utenti della piazza. Su questi graticci a forma di parallelepipedo
di altezze differenti si avviluppano essenze vegetali a portamento rampicante mischiate in modo da garantire una fioritura
diversificata nelle varie stagioni. Sullo stesso lato, una copertura a sbalzo sostenuta dai graticci metallici accoglie e
protegge i fruitori quando il clima è particolarmente avverso, seduti su panche costituite da blocchi monolitici di pietra
disposti a intervallo regolare. Verso sud una lunga vasca d’acqua fa da fondale alla nuova piazza rievocando con la sua forma
e il suo contenuto la presenza dei lavatoi che in passato sorgevano in questo luogo. A lato della vasca uno specchio d’acqua
riempie il bacino ottenuto mediante una leggera e graduale depressione nella pavimentazione della piazza. Questo specchio
d'acqua rappresenta il cuore fisico e concettuale dell’intero progetto. A tutti gli abitanti del lago è noto il fenomeno
creato dall’”Ura” (da latino aura = brezza, venticello) il vento che nel tardo pomeriggio soffia
dalla pianura verso la montagna agitando le acque del lago. L’intenzione è di reinterpretare questo fenomeno naturale
nello spazio artificiale della piazza riproponendo il legame ciclico che unisce il trascorrere del tempo con l’acqua.
Questo per generare movimento nell’architettura, tramite l’acqua, per ottenere uno spazio sempre diverso
nel tempo. L’acqua svuota e riempie
gradualmente la depressione del pavimento, quando raggiunge il livello di piena la sua superficie è alla medesima quota
del resto della piazza. |